sabato 16 febbraio 2013
La canzone della settimana #4 (11/2 - 17/2)
The queen of Hip Hop and R&B soul!
Sì, la canzone che più mi ha ispirato questa settimana è una delle più celebri di Mary J.Blige: No More Drama, tratta dall'omonimo album del 2001.
La canzone è particolarmente struggente e descrive la stanchezza, la spossatezza di una donna che non riesce più a sopportare il continuo presentarsi di situazioni drammatiche nella propria vita, a partire, come sempre, da quelle amorose. E' una canzone che ho adorato fin dal primo ascolto e che consiglio di ascoltare anche nelle sue versioni live (la sua performance ai Grammy Awards per esempio è fantastica) dove canta con un sentimento, una passione, un cuore che solo chi ha provato davvero certi tipi di sofferenza può avere e riuscire a trasmettere.
E' il canto liberatorio di una donna che si è stancata, che non ne può più ma che, contemporaneamente, riesce ad andare avanti, che decide di continuare a lottare e non arrendersi che, appunto, dice no alla sofferenza e al dramma, come chiaramente rivelano le parole "It's up to us to choose / Whether we win or loose / And I choose to win". E' la voce del "non ho bisogno di te, posso andare avanti da sola", tutti coloro che si perdono nella depressione dovrebbero ascoltare queta composizione, per poter non smarrire la strada e riprendere a superare gli ostacoli della vita come facevano prima.
Davvero incredibile, strabiliante.
Voto PERSONALE: 9/10
Broken heart again
Another lesson learn
Better know your friends
Or else you will get burned
Gotta count on me
Cause I can guarantee
That I'll be fine
martedì 29 gennaio 2013
sabato 26 gennaio 2013
Riflessioni musicali (13)
Sarei curioso di sapere se vi sono elaborazioni teoriche di stampo musicale sul rap/HipHop. Nel senso, qualcuno si è mai chiesto (e se è così, dato una risposta) sull'interesse generale, moderno nei confronti del rap/HipHop? La caratteristica più palese è un'alta concentrazione di parole, che si sia attratti da questo? Sarebbe curioso, forse siamo attratti dalle parole? Le parole si presenterebbero allora come strade che guidano le nostre personalità confuse e indistinte, sole, forse, chissà.
Riflessioni musicali (12)
Che sia iniziata una nuova era punk? Dovrei approfondire il tema punk, inizio a pensare che ci siano
grandi somiglianze con la gioventù moderna.
Riflessioni musicali (11)
Ascoltando “Living Things” dei Linkin Park ho sicuramente trovato tante belle cose, tante belle canzoni, tante strade nuove. Nonostante questo però, non so bene perché, percepisco una nota di inferiorità rispetto ad altri gruppi, rispetto ad altre canzoni, rispetto ad altre esperienze musicali. E' una cosa che provo anche per gli altri loro album, come “Hybrid Theory” o “Minutes To Midnight”, gli unici altri che possiedo a dir la verità. Credo sia cambiato qualcosa in me, dato che però non è solo una cosa mia, anche un mio amico che li conosce bene ha iniziato ad utilizzare parole come “banalità” in loro associazione, devo trovare una spiegazione che ci accomuni all'interno di una prospettiva di “cambiamento”, mi viene in mente la crescita. Forse crescendo l'interesse per i Linkin Park diminuisce, forse sono adatti solamente ad un pubblico adolescente, un pubblico di ribelli, un pubblico teenagers. Sì perché ricordo che quando “In The End” era al top tra le mie preferenze musicali pensavo che nulla di più perfetto, nulla di migliore sarebbe potuto essere composto. Oppure dipende dall'ampliamento del nostro panorama culturale, dall'aumentare delle nostre conoscenze, che conoscenze sono? Io ultimamente ho ascoltato molto Red Hot Chili Peppers, ma anche cose storiche come Rolling Stones, Bob Dylan, Guns n' Roses, Beatles, etc.. Forse non è un caso il successo immortale di quest'ultimi, forse sono davvero “migliori” (con tutto quello che “migliore” significa). O forse mi son fatto fortemente influenzare dal giudizio che lessi all'uscita di “Living Things” che li definiva come un gruppetto di adolescenti brufolosi che facevano musica media mescolando urla e grida (molto in sintesi). E' un problema che mi interessa particolarmente. Forse, davvero, ci sono canzoni, musiche, gruppi che vanno bene solo per certi momenti della tua vita. Una cosa è certa: non esistono in nessun altro campo artistisco tante sfumature, tante sfaccettature del concetto di bellezza come nella musica, o forse sì? Sarebbe rivoluzionario per me scoprire che, magari, Picasso è adatto ad una certa età e, chessò, Rembrandt ad un'altra, sarebbe veramente magnifico.
Riflessioni musicali (10)
Forse la musica non è tutta adatta ad essere ascoltata nello stesso modo. Sono abbastanza convinto che “Help Is Coming” di T.I. (dell'album “T.I. Vs T.I.P.”) sia difficilmente ascoltabile, o comunque non esprime sé stessa al meglio, se non camminando, magari con un clima freddo, magari quando si ha una certa fretta. Dovrebbero aggiungere una parentesi a fianco di alcune canzoni indicante luogo, clima, magari ora, adatti all'ascolto. Per es. “Help Is Coming” - T.I. [In movimento, preferibilmente di corsa, freddo, inverno]. Si raggiungerebbe una migliore efficacia musicale.
Riflessioni musicali (9)
Dopo aver letto la breve introduzione di Wikipedia a “Gettin' Better” dei Beatles, dove si parla di come Paul prese ispirazione dall'apertura delle nuvole nel cielo, da come introdusse volontariamente errori ortografici, ho per un istante capito: sperimentalismo. Ecco la grandissima novità, ecco la grandissima forza, ecco la grandissima chiave del successo: sperimentalismo. In arte, in letteratura, in musica, in filosofia: sperimentalismo.
Iscriviti a:
Post (Atom)