sabato 26 gennaio 2013
Riflessioni barbariche
Indubbiamente Baricco ci ha preso in pieno con la sua teoria dei barbari, per quanto non sia una sua idea totalmente originale, ma di questo non voglio parlare. Voglio parlare invece del fatto che è cambiato il modo di fare esperienza, non più operazione “verticale”, di discesa in un pozzo, ma surfing “orizzontale”, superficiale. Perché è avvenuto tutto questo? Perché è tutto immediatamente accessibile, tutto direttamente disponibile, facile da ottenere. Vuoi sapere in che anno Bruce Springsteen ha composto “Born to Run”? Niente di più semplice, Google e Wikipedia sono la via. E allora cosa serve studiare la letteratura, la musica, la moda, l'arte e il cinema? Serve a giudicare. Sì perché Google e Wikipedia nella loro dimensione enciclopedica non danno giudizi, non criticano, solo con un notevole bagaglio culturale del passato, cioè della musica che è stata, della letteratura che è stata, etc. si può valutare, soppesare, misurare; ed è questa un'abilità che andremo perdendo, finché anche gli ultimi critici, gli ultimi fari di speranza, le ancore che ci saldano ai concetti di bello e brutto, buono e cattivo, chissà, magari anche di giusto e sbagliato, non verranno a dissolversi e non ci smarriremo nell'oceano, forti delle nostre nuove branchie sì, ma anche accecati, persi, confusi, inutili.
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