sabato 26 gennaio 2013
Riflessioni musicali (5)
Ho ascoltato i Rolling Stones e i Beatles. Li ho ascoltati, davvero. Ho ascoltato e letto le loro parole. Non hanno avuto su di me lo stesso effetto di altri artisti, come magari i Linkin Park. Ho volontariamente eliso una parola dalla frase precedente: “purtroppo”. E' di questo che penso sia necessario parlare. Perché i Rolling Stones son considerati senza dubbio i fondatori di quello che può essere definito musica moderna, rock e a me non piacciono? Meglio, non è esattamente corretto dire che non mi piacciono, forse non li riascolterei. Forse il problema è proprio questo, il nuovo paradigma di bellezza musicale è oggigiorno legato anche alla ripetitività, una canzone è tanto più bella quanto più l'ascolti o saresti portato ad ascoltarla. Perché poi riascoltiamo certe canzoni? E' una domanda così complicata che mette in crisi la mia idea di bellezza musicale, ne ho mai avuta veramente una? Diciamo che ho amato molto certi testi, come “Paint it Black” o “Flight 505” o “Stupid Girl” (appartenenti al primo album di sole loro canzoni, “Aftermath”) però non posso dire che siano realizzate con la vera e propria “musica” che mi piace. E' strano: so che dovrebbero piacermi ma non mi piacciono. Forse piacevano per questioni storiche, quello è indubbio, è quindi indubbio che tutti quelli che ne parlano ora sono stati coloro che li hanno esaltati allora, quindi, forse, i Rolling Stones son sostenuti da tutti coloro che li hanno apprezzati in passato. A ciò bisogna aggiungere una fetta di ascoltatori che hanno seguito per massa, forse maggiori per altri gruppi più moderni, come gli U2. Sono ascoltatori di bassa cultura (come me) ma proprio per questo tutta irrazionalità: questo loro essere tutta irrazionalità dovrebbe dirci qualcosa di importante, devo ancora capire cosa però, è un tarlo importante. Per ora continuerò ad ascoltare Rolling Stones, chissà che fra 20 anni non mi vengano a piacere.
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